Tè e proprietà anti-aging

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Tè e proprietà anti-aging

Gli esiti di una revisione su diversi studi condotti per valutare i benefici del tè suggeriscono alcuni effetti positivi riconducibili al consumo della bevanda anche per attutire l’impatto del tempo che avanza sul nostro organismo.

Il è tra le bevande più popolari al mondo e, secondo alcuni studi, è fonte di numerose sostanze nutritive con effetti benefici per la salute, tra cui l’estensione della salute e della durata della vita dell’organismo. A partire da queste proprietà sottolineate in diversi paper scientifici, un team di studiosi ha esaminato gli esiti di alcuni di questi studi per valutare l’eventuale effetto anti-invecchiamento riconducibile al suo consumo.

Quasi tutte le varianti di  tè derivano da una pianta chiamata Camellia sinensis, una ricca fonte di diverse classi di sostanze fitochimiche volatili e non volatili che insieme forniscono il sapore caratteristico tra cui l’amaro, l’astringenza e il retrogusto dolce della bevanda. Tuttavia, l’interesse generale per la composizione del tè è spesso attribuito alla sua forte potenza antiossidante che può aumentare i livelli plasmatici circolatori di antiossidanti e migliorare i marcatori della salute umana.

Azione anti-invecchiamento del tè

Diverse linee di evidenza suggeriscono che il consumo di tè è associato a un miglioramento della salute generale che può influire sulla longevità”, si legge tra le conclusioni degli autori.  

Nello specifico, gli autori hanno riscontrato diversi meccanismi virtuosi, tra cui:

  • i polifenoli del tè possono influenzare lo sviluppo e la rimozione delle cellule senescenti, incentivando la proliferazione cellulare;
  • i polifenoli del tè possono sopprimere il danno al DNA e mantenere la lunghezza dei telomeri;
  • i fenoli del tè agiscono come prebiotici di seconda generazione e modulano la disbiosi intestinale durante l’invecchiamento;
  • azione immunostimolante durante l’invecchiamento.

In termini di risposta immunitaria, a detta degli autori gli studi futuri dovrebbero focalizzarsi sull’impatto del tè nel potenziare le funzioni immunitarie come l’immunosorveglianza, ovvero quel processo volto al controllo dello sviluppo delle cellule normali e al riconoscimento di cellule tumorali.  

Così come dovrebbe essere analizzato meglio l’impatto dei fenoli del tè rispetto al microbioma intestinale. 

Per concludere, il tè come bevanda sembra avere gli ingredienti desiderabili, l’accettazione globale, la logica scientifica di supporto necessaria, nonché prove provvisorie che potrebbero consentire lo sviluppo del tè come una valida fonte di invecchiamento di successo contro il quadro emergente della senescenza cellulare”, concludono gli autori.

FONTE: Human Nutrition & Metabolism

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