Colesterolo alto in gravidanza: perché accade e cosa fare

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Colesterolo alto in gravidanza: perché accade e cosa fare

Le donne in dolce attesa vedono aumentare i propri livelli di colesterolo nel sangue: ecco perché avviene, quali possono essere le conseguenze e qualche suggerimento.

Prima di tutto è bene tranquillizzare le future mamme: il colesterolo alto in gravidanza è una questione fisiologica. Entro una certa soglia non c’è da preoccuparsi. Anzi, è necessario affinché la mamma e il bambino possano affrontare al meglio la gestazione. Il colesterolo, infatti, aiuta la donna incinta a produrre la giusta quantità di ormoni steroidei, soprattutto estrogeni e progesterone, e supporta il corretto sviluppo degli arti e delle funzioni cerebrali del feto

Di norma, i livelli di colesterolo LDL possono aumentare fino al 50%. Il picco si registra verso la fine del sesto mese, successivamente avviene una graduale decrescita fino a due mesi dopo la nascita del bambino quando i valori tendono a ripristinarsi. Alcuni studi hanno evidenziato una sensibile riduzione dei tempi per le donne che allattano al seno.

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Una leggera attività fisica aiuta a gestire meglio il colesterolo in gravidanza.

Quindi le mamme sono immuni dai problemi derivanti dal colesterolo alto?

No. Se è vero che un innalzamento dei valori del colesterolo durante la gravidanza è un qualcosa di inevitabile, fisiologico, in un certo senso persino auspicabile, è altrettanto vero che la questione non deve essere sottovalutata

In condizioni normali, gli esperti suggeriscono di mantenere i livelli di colesterolo totale tra 140 e 200 mg/dL e il colesterolo LDL tra 60 e 150 mg/dL. Durante la gravidanza, invece, è considerato nella norma un valore di colesterolo totale incluso tra 200 e 335 mg/dL.

Oltre i 335 mg/dL la mamma si espone al rischio di episodi cardiovascolari (ictus, infarto), ipertensione e di tutti gli altri pericoli per la salute associati all’eccesso di colesterolo nel sangue. Questa condizione definita ipercolesterolemia gravidica può avere ripercussioni che possono coinvolgere anche il bambino: il colesterolo alto, infatti, aumenta la probabilità di parto prematuro e il rischio di basso peso alla nascita. 

Come abbassare il colesterolo in gravidanza?

Regola numero uno: ascoltare sempre quello che dice il dottore prima di intraprendere iniziative personali. Soltanto lui conosce la situazione clinica e quale può essere il percorso più adeguato. In linea generale, non esiste una ricetta magica ma una serie di piccoli accorgimenti nello stile di vita, soprattutto per quanto riguarda il comportamento a tavola

Per esempio, adottare una dieta varia ed equilibrata ricca di frutta, verdura, carboidrati integrali, legumi e pesce azzurro può essere un primo passo importante, facendo particolare attenzione alle cotture e alla pulizia degli alimenti. Un altro suggerimento è quello di non abbandonarsi completamente alla sedentarietà, seppur con le dovute precauzioni e senza esagerare. Anche in questo caso il medico saprà indicare modi e tempi. 

Altre osservazioni

Mantenere il colesterolo nella norma è una forma di prevenzione sempre valida, a maggior ragione quando si ha intenzione di mettere su famiglia

Uno studio coordinato dal prof. Michael Mendelson dell’Università di Boston ha evidenziato come i figli delle donne che soffrono di ipercolesterolemia prima della gravidanza hanno una probabilità cinque volte maggiore di soffrire di colesterolo alto da adulti.

Non solo. Come evidenzia uno studio del 2014, il colesterolo alto è nemico del concepimento in quanto influisce negativamente sulla fertilità maschile e femminile.

Bibliografia

  • Noi ci vogliamo bene, Marco Bianchi, Mondadori, 2016
  • Il grande libro italiano della gravidanza, Laura De Laurentiis, Rizzoli, 2014
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