Nutraceutica: definizione, significato ed esempi

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Nutraceutica: definizione, significato ed esempi

La sana alimentazione è anche una scienza. Qui troverai definizione e spiegazione di nutraceutica, esempi e vantaggi dei nutraceutici.

Nutraceutica. Un termine sconosciuto a molti, ma che sta entrando progressivamente nel linguaggio comune, complice la crescente sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sana alimentazione. Non a caso, la parola nutraceutica è piuttosto ricorrente tra i cultori del benessere a tavola, sempre attenti alle nuove tendenze e ai rimedi naturali di prevenzione. In questo momento storico, il settore registra una forte espansione con l’Italia che recita un ruolo da protagonista soprattutto per quanto riguarda lo studio e lo sviluppo di nuovi nutraceutici

Attuale sì, ma la nutraceutica risponde ad una necessità radicata nell’essere umano sin dai tempi antichi. Ippocrate di Cos, autore del famoso giuramento dei medici, attorno al IV secolo A.C. sintetizzò l’esigenza di coniugare alimentazione e salute con un aforisma diventato cult: «Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo». In un certo senso, la nutraceutica raccoglie questa antica eredità e restituisce agli alimenti un valore “farmacologico”. La stretta relazione tra i due ambiti viene confermata anche sul piano linguistico: non è casuale che il termine “ricetta” venga utilizzato sia in campo alimentare che farmaceutico.

Sana alimentazione, benessere, prevenzione, integratori naturali e metodo scientifico: queste sono soltanto alcune delle parole chiave legate alla nutraceutica. Se sei interessato ad approfondire l’argomento, su questa pagina troverai le seguenti informazioni:

Una mano con guanto che sistema due peperoni, uno giallo e uno rosso, ai piedi dei due ortaggi c'è un bicchierino di pillole che si spargono lungo lo sfondo verde a tinta unita.

Che cos’è la nutraceutica?

È la scienza della sana alimentazione. Come suggerisce il termine, coniato dal dr. Stephen De Felice nel 1989, la nutraceutica unisce due ambiti: la nutrizione e la farmaceutica. Attraverso un approccio scientifico, questa disciplina studia gli alimenti e i loro benefici per la salute. Nello specifico, si occupa di analizzare l’alimentazione a 360 gradi individuando i principi attivi presenti negli alimenti e le componenti alimentari che si distinguono per la loro efficacia terapeutica, sia per quanto riguarda la prevenzione che il trattamento di malattie o disturbi

Prevenire è meglio che curare. Uno degli assunti principali della nutraceutica è quello di spingere le persone a consumare cibi che fanno bene alla salute in modo che non si renda necessaria l’assunzione massiccia di farmaci. Si tratta di una vasta area di studio che va dagli alimenti presi nella loro integrità (alimenti funzionali) ai principi attivi presenti in essi, ma coinvolge anche gli integratori alimentari, erboristici e i preparati a base di piante officinali. 

Oggetto di studio della nutraceutica sono soprattutto i cibi di origine vegetale in quanto, di norma, si contraddistinguono per la loro ricchezza di componenti bioattive. Ma non si escludono alimenti di origine animale. Basti pensare, ad esempio, agli acidi omega-3 contenuti in alcune specie di pesci.

La nutrigenomica è un’altra cosa

La nutrigenomica, o genomica nutrizionale, è la scienza che studia i modi in cui il cibo interagisce con il nostro Dna. Nello specifico, si occupa di analizzare gli effetti delle molecole degli alimenti sui geni e, di conseguenza, sulla salute. Si tratta di una disciplina innovativa supportata da strumenti altamente tecnologici che individua le relazioni molecolari tra nutrienti e geni consentendo di formulare modelli personalizzati di alimentazione. 

Un cucchiaino con delle pillole bianche e in sottofondo alcuni frutti sfocati.

Nutraceutici: cosa sono e a cosa servono

Ci sono due possibili approcci teorici:

  • I nutraceutici intesi come molecole o composti contenuti in alimenti dai comprovati effetti terapeutici, preventivi o curativi. In questa prospettiva, gli effetti positivi per la salute sono riconducibili anche all’alimento nella sua integrità e non soltanto ad una singola componente;
  • I nutraceutici intesi come categoria specifica di integratori. In questo caso, le sostanze farmacologicamente attive sono estratte dall’alimento che le contiene e all’occorrenza modificate, potenziate o private di eventuali molecole dannose. Si trovano sul mercato sotto forma di capsule, compresse, tinture o polveri.

In linea generale, il nutraceutico influenza positivamente una o più funzioni dell’organismo, indipendentemente dal fatto che si tratti di alimento integro o di una specifica componente. Il cibo o la bevanda definiti come nutraceutici forniscono al consumatore dei vantaggi per la salute che vanno oltre al semplice aspetto nutrizionale.

Quando la somministrazione del nutraceutico avviene tramite integratori, gli elementi salutistici del frutto, della verdura, del legume o di qualsiasi alimento funzionale, possono essere assunti a concentrazioni superiori rispetto a quelle ottenibili con la dieta, potenziandone così i benefici e l’efficacia terapeutica. 

Nutraceutici e alimenti funzionali

Secondo alcuni autori, il nutraceutico fa riferimento ad una singola componente dell’alimento che spicca per le sue virtù terapeutiche, impiegata da sola o in miscela nella produzione di integratori alimentari. L’alimento funzionale, invece, è il cibo vero e proprio che esprime i suoi benefici per la salute ogni giorno quando viene servito a tavola.

Differenza tra nutraceutici e integratori

Anche se da un punto di vista legislativo sono sottoposti alla stessa regolamentazione, nutraceutici e integratori appartengono a due differenti categorie. Gli integratori, come suggerisce la parola, vanno ad integrare una carenza nutrizionale (per esempio vitamine, minerali e così via). I nutraceutici, invece, vengono utilizzati a scopo terapeutico, quindi per curare o prevenire una serie di patologie o disturbi (ad esempio un nutraceutico a base di mela annurca contro il colesterolo moderatamente alto o contro la caduta di capelli oppure la valeriana contro l’insonnia e così via). 

Gli integratori naturali

Possono essere sia nutraceutici che integratori classici e si caratterizzano per la loro composizione naturale, di origine vegetale. Contengono per lo più di estratti di piante officinali, concentrate o potenziate mediante procedimenti chimico-industriali e, all’occorrenza, alcuni eccipienti. 

In alto una fetta di anguria con due forme di cuore riempite da more mentre nella parte inferiore due piccole sagome di anguria a forma di cuore e frutti di bosco sparsi sul piatto.

Esempi di nutraceutici

Le sostanze nutraceutiche, quindi, sono derivati dalle piante, dagli alimenti e da microrganismi (per esempio, batteri o lieviti salutari) ed hanno molteplici funzionalità, tra cui: 

  • prevenire e curare disturbi o malattie;
  • ritardare il processo di invecchiamento;
  • aumentare l’aspettativa di vita.

E si possono assumere mangiando alimenti funzionali, introducendo nella propria dieta cibo o bevande arricchite con uno specifico principio attivo (es. latte con aggiunta di vitamina D) oppure sotto forma di integratori alimentari. 

Questo è un elenco di alcuni tra i nutraceutici più richiesti sul mercato:


  • Acidi grassi omega-3: presentano numerose proprietà benefiche, soprattutto cardioprotettive. In natura si trova nei pesci di acqua fredda, alghe marine, semi di lino, spinaci, noci, oli di semi e nelle parti verdi di altre verdure. Fanno parte degli acidi grassi polinsaturi ed esercitano un’azione antinfiammatoria su arterie, articolazioni e neuroni. Possono essere aggiunti anche ad altri prodotti come latte, pane, pasta e uova. Gli oli in commercio sono spesso miscelati con degli antiossidanti e sono certificati per purezza e concentrazione;
  • Curcuma: le sostanza benefiche sono situate nel rizoma tuberizzato. Si chiamano curcuminoidi e si contraddistinguono per le loro proprietà antinfiammatorie e anti-neoplastiche. La curcuma è uno degli ingredienti principali del curry, pietanza di origine indiana a base di spezie, ed è possibile trovarla sul mercato anche sotto forma di integratori. Quest’ultimi, di norma, contengono anche la piperina, un estratto del pepe nero che ne ottimizza la biodisponibilità; 
  • Mela annurca: la varietà di mela tipicamente campana è ricca di antiossidanti e diversi studi universitari ne hanno evidenziato l’efficacia nel regolare i livelli di colesterolo e nel contrastare la caduta di capelli. Rispetto alle altre varietà di mele, l’annurca contempla una massiccia presenza di procianidine B2, una famiglia di antiossidanti dalle molteplici virtù per la salute. Sul mercato esistono degli integratori a base di estratto polifenolico di mela annurca che ne potenziano l’efficacia terapeutica;
  • Melatonina: è “l’ormone del sonno”. Oltre a facilitare il sonno, agevola la sincronizzazione dei ritmi cardiaci ed è un ottimo antiossidante, soprattutto per il tessuto nervoso. Alcuni recenti studi ne hanno evidenziato alcune funzionalità di rigenerazione cellulare, tanto da renderla un’efficace terapia anti-aging. Nel cibo è possibile trovarla nelle mandorle, nell’avena, nel mais, nel cacao, nel riso integrale e in diverse specie di frutta e ortaggi. Sul mercato esistono integratori dove la melatonina è l’unico ingrediente oppure dove viene miscelata con altri elementi naturali;
  • Magnesio: è un minerale dagli effetti rilassanti, soprattutto sul sistema neuromuscolare. Particolarmente indicato per chi manifesta stati di tensione all’apparato muscolare e per chi soffre di lombalgia, torcicollo e disturbi simili. Tra gli alimenti che contengono magnesio spiccano soprattutto legumi, cereali e frutta secca;
  • 5-HTP: il 5-idrossitriptofano è il precursore della serotonina e della melatonina. La serotonina è conosciuta anche come “l’ormone della felicità”, la melatonina, come abbiamo visto in precedenza, è nota anche come “l’ormone del sonno”. Assumere 5-HTP, quindi, ha una duplice azione: contrasta la depressione e migliora la qualità del sonno. In natura, si trova nei semi di Griffonia (Griffonia Simplicifolia) mentre sul mercato esistono diversi integratori antidepressivi in cui il 5-HTP è uno degli ingredienti oppure l’unico elemento;
  • Bromelina: contenuta nell’ananas, è una sostanza dalle spiccate proprietà antinfiammatorie particolarmente efficaci per l’apparato muscolo-scheletrico, inoltre aiuta la digestione, il drenaggio dei liquidi corporei e la funzionalità del microcircolo. Sul mercato esistono integratori oppure emulgel antinfiammatori.

La lista è lunga e include sostanze nutraceutiche di vario genere. Si va dalla Valeriana, famosa per la sua azione sedativa e calmante, ai probiotici (es. fermenti lattici) e prebiotici, ovvero sostanze di origine animale che favoriscono la crescita della flora batterica intestinale. Questi ultimi due sono noti per la loro capacità di influenzare positivamente i processi digestivi, ma alcuni studi ne hanno evidenziato anche un’attività anticancerogena e, in particolare, di prevenzione del cancro al colon con i lattobacilli a giocare un ruolo importante.

Come abbiamo visto anche in precedenza, gli alimenti di origine vegetale spiccano su tutti gli altri per quantità di proprietà nutraceutiche. La lista completa sarebbe piuttosto lunga, ma citando alcuni dei frutti e delle verdure più salutistiche l’uva rossa, ad esempio, contiene il resveratrolo, un efficace antiossidante che recenti studi hanno associato ad un miglioramento del tono dell’umore. I broccoli prevengono diverse forme di tumore e la soia contiene isoflavoni in grado di migliorare la salute delle arterie

Tre mele disposte orizzontalmente, una verde, una gialla e una rossa. Ai loro lati, alcune pillole disposte disordinatamente.

Il ruolo dei nutrienti e degli integratori

I nutrienti contribuiscono a mantenere inalterata la funzionalità biochimica dell’organismo. Le tossine alimentari e ambientali espongono il nostro DNA ad alcune mutazioni che si accumulano negli anni; in questo senso, i nutrienti svolgono un ruolo molto importante perché contribuiscono a correggere queste mutazioni

È comunemente accettato dagli addetti ai lavori che i grassi di origine vegetale siano da preferire a quelli di origine animale. Così come è accertato che alti livelli ematici di vitamine A, C, E e di ß-carotene garantiscono una maggiore prevenzione da gravi patologie. Tuttavia alcuni studi condotti su persone con fattori di rischio, ad esempio fumatori, hanno evidenziato come la semplice somministrazione di ß-carotene o vitamine non basti a ridurre il pericolo di tumore.  

Non sempre è sufficiente la sola alimentazione. Questo non significa neanche che sia necessario assumere integratori a caso, oltre che inutile potrebbe essere potenzialmente dannoso, tuttavia non bisogna neanche sottovalutare il ruolo degli integratori nella prevenzione. Così come per le terapie farmacologiche, anche per le terapie a base di integratori naturali potrebbe essere importante il supporto di un medico esperto che possa indirizzare il paziente in base alle sue reali carenze e necessità.

Bibliografia

  • Occlusione integrata, Mauro Malerba, youcanprint, 2017.
  • Produzione e consumo del cibo, accoglienza e ospitalità, Massimo Montanari, Editori Laterza, 2014.
  • I cibi della salute: Le basi chimiche di una corretta alimentazione, Stefano Colonna, Giancarlo Folco, Franca Marangoni, Springer, 2012.
  • Star bene davvero, Filippo Ongaro, Piemme, 2014.
  • Nutraceuti e cibi funzionali, Cassandra Studio, youcanprint, 2015.
  • Verso la scelta vegetariana, Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Giunti Editore, 2013.
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