Lino: proprietà terapeutiche e utilizzi medici

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fiori lino prato

Lino: proprietà terapeutiche e utilizzi medici

Il lino è una pianta ricca di proprietà terapeutiche, non a caso il suo estratto viene impiegato per diversi scopi medici. Ecco quali.

Oltre ad essere un fiore molto bello, il lino vanta una tradizione secolare in campo tessile e medico: insomma, si tratta di una pianta dalle molteplici proprietà. Che si tratti dei semi, dell’olio o del fiore stesso, l’uomo – sin dall’epoca preistorica – si è affidato alle caratteristiche e alla duttilità di questo prezioso organismo vegetale. E oggi rappresenta un elemento particolarmente attenzionato dagli studiosi che operano nel campo della fitoterapia, il settore di ricerca che indaga sul potenziale terapeutico delle piante.

Appartenente alla famiglia delle Linaceae, il lino comune (Linum Usitatissimum) è una pianta che cresce spontaneamente, ma che può essere anche coltivata. Può raggiungere un’altezza fino ad un metro e nei mesi estivi, in particolare da giugno a luglio, dà vita a splendidi fiori di colore azzurro. I frutti, invece, contengono semi piatti, di forma ellittica e di colore marrone scuro.

lino comune primo piano petali stigma
Il lino è un fiore ricco di proprietà terapeutiche, sia i semi che l’olio vengono utilizzati per la realizzazione di numerosi rimedi fitoterapici.

Proprietà del lino ed utilizzi medici

Il lino contiene diversi componenti bioattivi, tra cui:

  • Mucillagine (galattosio, arabinosio, ramnosio, xilosio, acido galatturonico e mannuronico);
  • Acidi grassi insaturi (acido linolenico, acido linoleico, acido oleico);
  • Fibre;
  • Proteine;
  • Fosfatidi;
  • Steroli e triterpeni.

L’impiego terapeutico tradizionale del lino è riconducibile soprattutto ai componenti contenuti nei semi. Alcuni medici ippocratici, tra cui Teofrasto e Plinio, utilizzavano la pianta per le sue proprietà antinfiammatorie, quindi per curare disturbi intestinali, tosse o pelle arrossata.

I semi di lino in fitoterapia

Ancora oggi i semi di lino trovano riscontro dalla comunità medica per il trattamento di questi disturbi. In particolare, vengono impiegati per la stipsi (quando non deriva da ragioni di matrice endocrina, metabolica, neurologica ecc.) e come aiuto per i soggetti con disturbi intestinali o del colon. Inoltre, un rimedio fitoterapico a base di lino – in quanto ricco di mucillagine – se combinato ad un’adeguata alimentazione può essere considerato un blando lassativo.

I semi di lino, quindi, aiutano ad accelerare il transito intestinale e contengono sostanze lenitive utili a calmare le infiammazioni sia interne (es. vie urinarie), sia esterne (es. pelle). 

Le proprietà dell’olio di lino

Le proprietà più interessanti del lino risiedono nell’olio e il merito è riconducibile alla composizione particolarmente ricca di acidi grassi insaturi. Quest’ultimi vengono definiti essenziali perché sono importanti per il funzionamento dell’organismo e soprattutto perché possono essere assunti esclusivamente tramite alimentazione (o integratori alimentari).

Tra i principali acidi grassi insaturi spiccano l’acido arachidonico, l’acido linoleico e l’acido linolenico. E gli ultimi due sono contenuti, appunto, nell’olio di lino.

Per sottolineare ulteriormente i benefici per la salute riconducibili all’estratto di questa pianta, basti ricordare che l’acido alfa-linolenico è il precursore degli acidi grassi omega-3, una famiglia di sostanze estremamente importanti per l’organismo. Infatti, oltre a difendere l’integrità delle membrane cellulari aiutandole a proteggerle dall’attacco di scorie e tossine, rappresentano un supporto fondamentale per il metabolismo dei lipidi

Ed è anche per questo motivo che l’estratto di lino viene utilizzato nella realizzazione di integratori alimentari per aiutare a prevenire e contrastare patologie infiammatorie, cardiovascolari e metaboliche

Insomma, passano i secoli ma questa pianta non smette di rappresentare una preziosa risorsa per il nostro benessere.

Bibliografia

  • Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Enrica Campanini, Tecniche Nuove, 2004.
  • I complementi alimentari naturali, Christopher Vasey, Urra, 2006.
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